CASE POPOLARI, DIRITTO DI SUCCESSIONE: FIGLI E NIPOTI POVERI “EREDITANO” L’AFFITTO

27 giugno 2013
By

Non sono “bamboccioni”.
Sono figli e nipoti dal lavoro e dal reddito precario, che a pagare un affitto normale non ce la fanno e allora rimangono, o tornano, in famiglia.
Ma se la casa è popolare, alla morte dei parenti  -  sino ad oggi  -  la perdevano. “Sono oltre 200 solo a Genova i casi di giovani in questa situazione  -  denuncia Enrico Viani del Sunia  -  Era un problema troppo grande perché non si corresse ai ripari”.
E infatti in Regione è pronta una bozza di revisione della legge sull’edilizia sociale, dedicata alle successioni delle case ma non solo, che sarà presto discussa in giunta e poi in Consiglio.
“In effetti era un’ingiustizia che figli e nipoti, al decesso dell’intestatario dell’alloggio, fossero costretti a lasciarlo  -  spiega l’assessore regionale alle Politiche abitative Giovanni Boitano  -  La bozza prevede che la casa, sempre se permangono i requisiti di reddito necessari, possa rimanere ai nipoti se vivevano con l’anziano da almeno 5 anni, e ai figli rientrati nel nucleo abitativo da almeno 3 anni. Sono tantissimi, ad esempio, i casi dei figli che divorziano, e non riuscendo più a mantenersi tornano dai genitori”.
Cresce l’esercito dei nuovi poveri.
“E la legge vigente dal 2004  -  spiega Enrico Viani  -  non è più adeguata: la giunta Biasotti l’aveva varata quando sembrava che il bisogno di edilizia sociale fosse superato “. Quando i giovani non vedevano l’ora di andarsene dalla casa popolare. Oggi invece non hanno alternative, e vorrebbero tenerla stretta. “Speriamo che la nuova legge porti al lieto fine tutti i casi che il Comune, giustamente, negli anni passati aveva conge-lato, perché non poteva dare lo sfratto a gente disperata”.
Oggi, a differenza dell’epoca pre-crisi, la domanda di case popolari è ai massimi storici: le famiglie assegnatarie in Regione “sono 20 mila, ma almeno altrettante ne avrebbero bisogno”.
Se negli anni ’90, a Genova, gli alloggi erano 25 mila, le richieste 700 all’anno, e le case che si liberavano altrettante, oggi i numeri, spiega il Sunia, sono ben diversi: 12 mila gli alloggi (molti sono stati venduti), oltre 4 mila le domande annuali e solo 250 le case che si liberano in media.
“Bisogna cercare di utilizzare al meglio il patrimonio disponibile  -  dice l’assessore Boitano  -  E infatti la nuova legge, oltre a supportare figli e nipoti degli assegnatari, mira a risolvere anche un altro problema: quello delle persone sole che vivono in appartamenti grandi, di 100 o 120 metri quadrati. Case in cui 20 anni fa vivevano famiglie di 5 o 6 membri: poi i figli si sono spostati ed è rimasto un genitore da solo, che spesso è a disagio perché non riesce più a permettersi le spese”. Un problema che riguarda addirittura il 20% delle case. La soluzione? “Favoriremo gli scambi volontari di alloggio: chi vuole cambiare casa avrà a disposizione una lista di opzioni, e così gli anziani potranno traslocare in case a loro misura, e quelle grandi si libereranno per le famiglie”.
E poi, a completare il quadro della bozza di legge, si allungheranno i tempi per i pagamenti per chi volesse acquistare le case popolari (le rate si potranno diluire in 8 anni, al posto degli attuali 5).
“L’obiettivo è aiutare che è in difficoltà  -  conclude Boitano  -  limitando al massimo il numero degli alloggi sfitti”.

(da “La Repubblica”)

Tags:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*