FINALE LIGURE: PER LEGAMBIENTE “UNA PARTE DELLA PIAGGIO DOVEVA RESTARE A FINALE”

2 ottobre 2012
By

«Si  poteva chiedere a Piaggio di mantenere a Finale almeno la ricerca, o gli uffici tecnici o quelli commerciali: invece si è concesso da subito un trasferimento totale».
Sergio Uras, presidente del Circolo Arene Candide Legambiente interviene nel dibattito sul futuro delle aree.
Dice: «Il progetto edilizio Piaggio, originariamente pensato per pagare il trasferimento a Villanova dello stabilimento finalese, è un’occasione persa.
Anzi molte occasioni perse in un colpo solo.
Prima di tutto, a prescindere da come andrà a finire l’operazione edilizia, è un’occasione persa per l’economia finalese: se ne va un’industria di eccellenza, con i suoi posti di lavoro, l’indotto, la ricerca, la cultura e le conoscenze, e al suo posto non ci sarà niente, se non palazzi.
Si è persa poi l’occasione di disegnare un quartiere vivibile, che migliorasse il tessuto urbano. Doveva essere la città di Finale a indicare a Piaggio cosa e quanto poteva costruire sulle aree dello stabilimento Finalese.
Le maggioranze che si sono alternate negli ultimi dieci anni hanno invece preferito delegare a Piaggio il ruolo urbanistico, accettando che fosse Piaggio a presentare un progetto edilizio sul quale poi chiedere modifiche e adeguamenti che lo rendessero più compatibile con le esigenze della città.
Un’inversione di ruoli inaccettabile, soprattutto per un’area che è la porta di accesso di Finale e che, in base al progetto attualmente in discussione, dovrebbe ospitare quattromila abitanti».
Aggiunge Uras: «Si è infine persa l’occasione di realizzare un progetto attuale, che sfruttasse tutte le tecnologie disponibili per avere un quartiere autosufficiente dal punto di vista energetico, o almeno realizzato con edifici di classe energetica di eccellenza (A o B): quest’ultima era l’unica condizione che la nostra associazione aveva posto per ritirare il ricorso al Tar presentato nel 2008 contro il progetto ormai approvato.
Il ricorso fu ritirato con la mediazione del presidente Burlando perché, secondo Piaggio, il ritardo di pochi mesi che ne poteva derivare, rischiava di far saltare l’intera operazione, con la conseguente perdita di 1500 posti di lavoro (di cui 900 a Finale). Inutile dire che, nonostante i nostri ripetuti tentativi di convocazione del tavolo, Piaggio non si è mai presentata.
Non ha risposto nemmeno il presidente Burlando, che di tale accordo si era fatto garante».

(da “La Stampa”)

Tags:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*